Il modello Trento: come si costruisce una rete di mobility manager

Conversazione con Marco Demattè, Staff Mobility Manager d’Area del Comune di Trento.
Intervista di Paolo Barbato a Marco Demattè.
Il decreto interministeriale 179 del 12 maggio 2021 ha imposto a imprese e pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti per sede, nei comuni sopra i 50.000 abitanti, di nominare un Mobility Manager e di trasmettere ogni anno al Comune un piano degli spostamenti casa-lavoro. Lo stesso decreto affida al Mobility Manager d’Area il compito di raccordare quei piani, supportare il Comune nelle politiche di mobilità e trasferire i dati origine-destinazione agli enti che programmano il trasporto pubblico (articoli 2 e 6 del decreto interministeriale 179 del 2021).
La norma dice cosa va fatto. Non dice come si convince un territorio a farlo. Nel primo anno di efficacia, a Trento, i piani trasmessi furono tre.
Il contesto rende la cosa meno banale di quanto sembri. Trento è il principale polo lavorativo e scolastico del Trentino e sta sul fondo di una valle, con una provincia di 166 comuni distribuiti fino a quote elevate. Il Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune stima circa 323.000 veicoli equivalenti al giorno sul territorio comunale, contro una popolazione di poco superiore ai 119.000 abitanti, e attribuisce al 51,4% degli spostamenti l’uso dell’auto privata; oltre la metà degli spostamenti interni resta sotto i 5 chilometri (dati del Piano urbano della mobilità sostenibile ripresi da il Dolomiti, 2024). C’è un margine di spostamento modale evidente, e nessuna leva infrastrutturale rapida per coglierlo.
Quello che il Comune di Trento ha costruito dal 2023 in avanti è una rete: dodici tavoli di zona, un accordo di mobility management, sconti sull’abbonamento urbano graduati sugli adempimenti, una piattaforma digitale messa a disposizione gratuitamente, un percorso formativo annuale. Quasi tutto a costo zero per l’Amministrazione. Abbiamo chiesto allo staff del Mobility Manager d’Area come è stato fatto, cosa non ha funzionato e cosa consiglierebbero a un collega che parte da zero.
Una città sul fondo di una valle
Paolo Barbato: Che cosa intendete per Mobility Management di Area e come lo declinate in un territorio con caratteristiche peculiari come quello di Trento?
Marco Demattè: La nostra visione mette al centro le persone. Vogliamo una città dove muoversi non sia una fonte di stress o di inquinamento, ma un’opportunità di benessere. Questa è la nostra idea di transizione ecologica.
Il Mobility Management di Area è lo strumento di coordinamento strategico che unisce le azioni dei singoli Mobility Manager aziendali, universitari e scolastici per ottimizzare la mobilità sistematica, ovvero gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, a livello cittadino.
La governance della mobilità in una città come Trento adagiata sul fondo della Valle dell’Adige, non può prescindere dalle caratteristiche geografiche: il Trentino è un territorio meraviglioso, ma la sua orografia non aiuta certamente la connettività tra il suo capoluogo (situato a 205 m s.l.m.) e le 54 valli che si inerpicano in paesaggi montani dove sono presenti 166 comuni e migliaia di frazioni ubicate sino ai 1500 m s.l.m.
L’aspetto geografico ha nel tempo contribuito a rendere la città di Trento il principale polo lavorativo e scolastico dell’intera regione: quasi 30.000 veicoli all’ora, oltre 323.000 veicoli al giorno circolano a Trento che ha una popolazione di circa 120.000 abitanti. Governare ogni giorno questo impatto è una sfida.
Per questo nel territorio del Comune di Trento, il mobility management d’area si declina tenendo conto di specifiche caratteristiche geografiche, urbanistiche e sociali attraverso cinque pilastri fondamentali:
- Integrazione valli-centro. Gestione dei flussi dei pendolari provenienti dalle valli limitrofe attraverso nodi di interscambio modale.
- Intermodalità rafforzata. Connessione sistematica tra la ferrovia della Valsugana, la ferrovia Trento-Malé-Mezzana, le linee urbane ed extraurbane di Trentino trasporti (unica azienda di trasporto pubblico locale a livello provinciale) e i parcheggi di attestamento.
- Mobilità green e attiva. Incentivazione della ciclabilità urbana sfruttando la rete di piste ciclabili cittadine (80 km) e la rete ciclabile provinciale (490 km), supportata da servizi di micro-sharing.
- Gestione della verticalità. Sviluppo e coordinamento di sistemi di trasporto verticali (come la funivia Trento-Sardagna o l’ascensore inclinato Trento-Mesiano) per collegare in modo sostenibile i sobborghi collinari e montani al centro storico.
- Tavoli mobility management di zona. Siamo ricorsi ad una zonizzazione del nostro territorio con la creazione di tavoli di mobility management di zona. Si tratta di un coordinamento periodico con i Mobility Manager d’azienda, universitari e scolastici presenti nelle 12 zone del nostro territorio per sincronizzare orari di inizio attività e turni, mitigando per quanto possibile i picchi di traffico nelle ore di punta.
Da tre piani a una rete
Paolo Barbato: Che cos’è la rete di area dei Mobility Manager? Quando è nata e come si è evoluta nel tempo?
Marco Demattè: È con l’introduzione del decreto interministeriale 179 del 2021 che si inizia a parlare di mobility management nella nostra città: nel primo anno di efficacia della norma (2022) furono solamente 3 le aziende a far pervenire un piano degli spostamenti casa-lavoro.
Con la nomina di uno staff dedicato, il 2023 è l’anno di svolta: nasce il “modello Trento”, si passa dalle 3 al 99% di aziende ed enti rientranti nell’obbligo di legge che diventano parte attiva della rete.
Tabella 1. Chi fa parte della rete di mobility management d’area del Comune di Trento
| La rete di mobility management d’area | al 18.05.2025 |
|---|---|
| Imprese, enti, università e istituti scolastici aderenti alla rete | 57 |
| Unità locali sopra i 100 dipendenti, aderenti per obbligo di legge | 62 |
| Unità locali sotto i 100 dipendenti, aderenti a titolo volontario | 86 |
| Totale unità locali aderenti | 148 |
| Dipendenti gestiti dalla rete | 23.995 |
| Studenti universitari gestiti dalla rete | 15.761 |
| Studenti di istituti scolastici gestiti dalla rete | 2.286 |
| Totale studenti gestiti dalla rete | 18.047 |
Le unità locali aderenti sono di due tipi: quelle sopra i 100 dipendenti, tenute ad aderire per effetto del decreto interministeriale 179 del 2021, e quelle sotto quella soglia, che aderiscono volontariamente assumendosi gli stessi oneri. Un’impresa o un ente può contare più unità locali, per questo il totale delle unità supera il numero delle organizzazioni aderenti. Dati forniti dal Comune di Trento e aggiornati al 18 maggio 2025.
Misure progettuali: imprese ed enti per la mobilità sostenibile
I Piani Spostamento Casa-Lavoro non sono semplici adempimenti burocratici da lasciare in un cassetto.
Li abbiamo analizzati uno per uno per mappare gli interventi messi in campo dalle realtà della nostra rete per favorire la mobilità sostenibile nei tragitti casa-lavoro:
Tabella 2. Le misure adottate dalle realtà della rete, per asse di intervento
| Asse 1 Disincentivo all’auto | Asse 2 Favorire il trasporto pubblico | Asse 3 Favorire la micromobilità | Asse 4 Ridurre la mobilità | Asse 5 Ulteriori misure |
|---|---|---|---|---|
| 63 app carpooling 1 buoni mobilità per dipendenti virtuosi 3 auto aziendali su prenotazione 4 parcheggi gratis per carpooler 16 razionalizzazione parcheggi aziendali 3 navetta aziendale | 1 sconto 10% trasporto pubblico 9 sconto 20% trasporto pubblico 76 sconto 30% trasporto pubblico 20 rifusione % abbonamento 42 divulgazione informazioni 2 rateizzazione abbonamento in busta paga | 18 disponibilità sistemi manutenzione bici 28 posizionamento segnaletica per bici 36 stalli per bici sicuri 8 stalli per monopattini sicuri 31 spogliatoi/docce 31 adesione “al lavoro in bicicletta” 16 convenzione monopattini sharing 14 bike to work 4 stazioni ricarica e-bike | 71 smart working: introduzione, mantenimento, aumento 13 coworking: introduzione, mantenimento 39 riunioni da remoto: introduzione, mantenimento, aumento 5 consegna della spesa in azienda 8 lavanderia aziendale o consegna 1 asilo aziendale | 79 sensibilizzazione dipendenti 27 partecipazione a iniziative di promozione 14 verifica accessibilità pedonale/ciclabile 22 verifica stato linee/fermate 16 richiesta miglioramento trasporto pubblico 22 sostituzione parco auto con veicoli green 2 richiesta al Comune: sicurezza attraversamenti pedonali 4 richiesta al Comune: sicurezza attraversamenti ciclabili |
Lo staff del Mobility Manager d’Area ha esaminato uno per uno i piani degli spostamenti casa-lavoro trasmessi dalla rete e ha censito le misure previste. Il numero in evidenza accanto a ciascuna voce indica quante realtà hanno adottato quella specifica misura: una stessa organizzazione compare quindi in più righe e in più assi. I cinque assi corrispondono alla classificazione del capitolo 4.1 delle Linee guida ministeriali per la redazione dei piani. Dati forniti dal Comune di Trento.
Perché le aziende partecipano
Paolo Barbato: Quali sono le principali motivazioni che spingono le aziende a partecipare alle attività della rete?
Marco Demattè: Nel 2023 il Mobility Manager d’Area ed il suo staff si interrogano sul come l’obbligo normativo potesse diventare un volano reale per la gestione della mobilità del territorio, individuando ed attuando azioni concrete secondo quanto previsto dall’articolo 6 del decreto interministeriale 179 del 2021.
Ricerca e sviluppo
Collaborazione efficace con Camera di Commercio locale, MIT, ISTAT ha consentito di produrre una lista delle realtà presenti sul nostro territorio con l’obbligo di nominare un Mobility Manager, produrre un piano degli spostamenti casa-lavoro ed inviare matrici origine-destinazione.
Individuazione di una piattaforma digitale che supportasse i Mobility Manager del nostro territorio nella produzione di un piano degli spostamenti casa-lavoro con dati il più possibile uniformi ed integrati, utilizzabili sia dalla nostra amministrazione che dagli enti programmatori territoriali per dare risposte in termini di ciclabilità e trasporto pubblico urbano. Da qui la sottoscrizione di un protocollo di intesa con Regione Piemonte per fornire gratuitamente la piattaforma digitale EMMA a tutte le realtà territoriali.
Coinvolgimento
Invio di comunicazioni formali a tutte le realtà individuate nelle quali venivano evidenziate iniziative gratuite che l’Amministrazione metteva in campo per consentire ad aziende ed enti di adempiere alla normativa vigente, quali:
Predisposizione di un percorso formativo per Mobility Manager, pratico, propedeutico all’uso della piattaforma EMMA ed in particolare alla funzione di somministrazione ai dipendenti e agli studenti di un questionario unico concertato tra lo staff del Mobility Manager d’Area e la rete di mobility management.
Creazione di canali digitali snelli di comunicazione:
a) Drive condiviso con i Mobility Manager. 20 sottocartelle tematiche nelle quali sono presenti normativa, documenti, modelli, accordi, convenzioni, slide e registrazioni dei percorsi formativi.
b) Indirizzo mail dedicato. mobility.management@comune.trento.it, a disposizione di tutti gli stakeholder della rete di mobility management.
c) Mobility news. Una newsletter mensile contenente le principali novità tematiche, alla quale si affiancano edizioni speciali su iniziative specifiche.
d) Zonizzazione. Abbiamo suddiviso il nostro territorio in 12 zone corrispondenti alle attuali circoscrizioni comunali attivando per ognuna un tavolo di mobility management di zona del quale fanno parte tutte le aziende, enti, università e istituti scolastici aventi una unità nella zona. Per comprenderne la finalità, a titolo di esempio, nel primo tavolo convocato è stata affrontata la chiusura di un’arteria stradale importante dovuta alla inagibilità di un ponte che costituiva una delle sole due vie di accesso ad un’area densamente popolata e caratterizzata da 6 macro aziende: diversificazione degli orari di ingresso ed uscita dei dipendenti, aumento della percentuale di smart working, diversificazione degli orari di consegna merci nelle realtà produttive, introduzione di segnaletica più efficace hanno consentito di risolvere in alcuni giorni i problemi di traffico che erano derivati dalla chiusura del ponte.
e) Sistema di prenotazione appuntamenti. Abbiamo creato un sistema di prenotazione diretta di appuntamenti con lo staff, inizialmente attivo da settembre a dicembre e destinato alla verifica delle bozze di piano prima dell’invio ufficiale: questo ha consentito di evitare difformità dei piani validati secondo il modello definito dagli indirizzi operativi ministeriali. In seguito il servizio è stato esteso all’intero anno al fine di consentire la possibilità di una interlocuzione diretta tra i Mobility Manager e lo staff del Mobility Manager d’Area.
f) Accordi di mobility management. Abbiamo legato l’utilizzo gratuito della piattaforma EMMA all’impegno di aziende, università ed enti a diffondere e contribuire alle politiche di mobilità sostenibile e attiva definite dal Piano urbano della mobilità sostenibile secondo i 5 assi delle Linee guida ministeriali.
g) Convenzione trasporto pubblico. Abbiamo legato gli adempimenti in tema di mobility management a sconti per l’abbonamento annuale al trasporto urbano: 10% per chi nomina il Mobility Manager, 20% per chi invia annualmente un piano validato, 30% per chi sottoscrive con l’Amministrazione un accordo di mobility management.
h) Convenzione monopattini. L’azienda che esercita servizi di mobilità in sharing a flusso libero con monopattini elettrici sul territorio ha accordato uno sconto del 20% per tutti i dipendenti e gli studenti della nostra rete.
i) Carpooling. Abbiamo pubblicato un avviso di manifestazione di interesse destinato alle aziende che offrono servizi di carpooling chiedendo di sottoscrivere un accordo di mobility management che prevede servizi gratuiti di incontro tra domanda e offerta di viaggi, e altri servizi a condizioni di favore. Sono tre le aziende che hanno sottoscritto gli accordi, tra le quali gli appartenenti alla nostra rete potranno scegliere.
l) Risposte. Ogni anno vengono analizzati tutti i piani entro fine gennaio; a febbraio viene stilata una lista di azioni richieste al Comune rispetto all’efficientamento delle forme di mobilità sostenibile; a marzo iniziano le interlocuzioni con l’azienda di trasporto pubblico e con i nostri Servizi per dare risposte; nel corso del percorso formativo di 4 giornate tra giugno e luglio vengono invitati l’azienda di trasporto e i Servizi, che illustrano le soluzioni trovate di concerto con l’Amministrazione.
m) “Scegli le ruote giuste”. È il concept individuato dai ragazzi dell’istituto di arti grafiche Artigianelli di Trento ai quali abbiamo chiesto di realizzare una campagna comunicativa destinata alla promozione della mobilità sostenibile per i tragitti casa-lavoro. Sono stati realizzati 4 video e due manifesti che possono essere brandizzati con il logo della singola azienda o ente e sfruttati per promuovere i contenuti nelle rispettive unità lavorative. Far lavorare i ragazzi su questi temi ha sicuramente significato promuovere nelle generazioni future il concetto di sostenibilità ambientale negli spostamenti.
Cosa ha funzionato e cosa no
Paolo Barbato: Nel vostro ruolo di Mobility Manager d’Area, quali sono state le principali difficoltà incontrate e, sul versante opposto, le soddisfazioni più significative, le leve che si sono rivelate efficaci e le buone pratiche consolidate?
Marco Demattè: Le principali difficoltà.
Le liste di imprese ed enti riferiti dagli enti preposti nella fase di ricerca e sviluppo, ovvero tutti quelli con almeno 100 dipendenti, non tengono conto del frazionamento del numero di dipendenti in più unità lavorative. Abbiamo dovuto fare una scrematura per definire una lista di aziende ed enti rientranti nell’obbligo di legge.
Siamo una provincia autonoma: la legislazione provinciale in tema di trasporto assegna alla Provincia Autonoma di Trento la gestione del trasporto extraurbano. Vorremmo estendere i benefici per le realtà della nostra rete che abbiamo accordato per il trasporto pubblico urbano anche al segmento dell’extraurbano ma, ad oggi, ciò non è stato possibile.
Tutte le politiche di mobility management sono contraddistinte dal contenimento della spesa: quasi tutte sono realizzate a costo zero per l’Amministrazione. Fortunatamente la nostra provincia non è tra quelle che hanno superamenti dei limiti delle emissioni climalteranti; questo però ci preclude l’accesso a finanziamenti importanti da parte dei dicasteri di ambiente e trasporti.
Le soddisfazioni.
Vedere l’adesione di aziende ed enti con meno di 100 dipendenti a titolo volontario alla rete, con contestuale assunzione degli oneri che ne derivano (nomina del Mobility Manager, somministrazione annuale del questionario, piano degli spostamenti casa-lavoro, misure progettuali) è, a nostro avviso, significativo che siamo sulla strada giusta.
Registrare un aumento importante nel tempo del budget dedicato dalle aziende alla messa a terra di misure progettuali concrete per la promozione della mobilità sostenibile.
Trovare una partecipazione proattiva da parte dei Mobility Manager alla soluzione di problemi portati ai tavoli di mobility management di zona: spesso sono loro ad indicarci soluzioni.
I prossimi tre anni
Paolo Barbato: Guardando ai prossimi tre anni, quali politiche state attivando o intendete mettere in atto?
Marco Demattè: Le priorità, oltre ovviamente al dare continuità alle misure in essere, sono tre.
Dedicare un capitolo di bilancio al mobility management.
Realizzare un percorso virtuoso per aziende ed enti della nostra rete, mediante lo strumento “oscillazione per prevenzione, OT23, luoghi di lavoro che promuovono salute” di concerto con INAIL, Provincia Autonoma di Trento e Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino, che offra un vantaggio economico alle aziende ed enti che attuano politiche di mobilità attiva per i tragitti casa-lavoro. Si tratta di un percorso già in fase avanzata.
Concertare un accordo con la Provincia Autonoma di Trento per introdurre un sistema tariffario come quello introdotto dalla vicina Provincia Autonoma di Bolzano, il Fix365 Pass di altoadigemobilità: 250 euro all’anno per viaggiare su tutta la rete del trasporto pubblico locale, urbano, extraurbano, impianti funiviari e treni regionali, con possibilità di intervento economico da parte dell’azienda tramite un cruscotto dedicato e sconti diretti per il lavoratore.
Un consiglio ai colleghi
Paolo Barbato: Quali consigli vi sentite di dare ai colleghi Mobility Manager d’Area che faticano ad attivare il proprio territorio?
Marco Demattè: A parer nostro il “modello Trento” sopra descritto funziona e non prevede grandi investimenti economici: farlo proprio.
Lo staff del Mobility Manager d’Area del Comune di Trento è disponibile al confronto costruttivo con chi dovesse essere interessato.
Come si ascoltano le aziende
Paolo Barbato: In che modo vi assicurate di conoscere le esigenze e le istanze delle singole aziende del territorio e come vi attivate per rispondervi?
Marco Demattè: Attualmente sono tre i sistemi di presa in carico delle istanze di cui si fanno carico i nostri Mobility Manager in tema di mobilità sostenibile.
Analisi dei piani degli spostamenti casa-lavoro. Predisposizione di una lista annuale delle richieste pervenute.
Tavolo di mobility management di zona. Convocato anche su richiesta dei membri di ciascun tavolo in caso di necessità.
Sistema di prenotazione appuntamenti. I Mobility Manager e gli stakeholder della mobilità sostenibile possono prenotare un appuntamento, in presenza presso i nostri Uffici o presso la sede aziendale del richiedente oppure da remoto, con lo staff del Mobility Manager d’Area per trovare soluzioni o scambiare buone pratiche.
Intendiamo inoltre introdurre un ulteriore sistema: generalmente la domanda finale del questionario finalizzato al piano prevede una risposta libera.
Al posto di questa risposta libera inserire la possibilità di collegarsi ad un Modulo Google opportunamente strutturato con un triplice scopo:
Finalizzare le proposte secondo i 5 assi del capitolo 4.1 delle Linee guida per la redazione e l’implementazione dei piani, raccogliendo informazioni più puntuali e valutabili in concreto.
Consentire di stabilire con l’istante una comunicazione diretta funzionale all’eventuale messa a terra della misura suggerita.
Evitare che la domanda a risposta libera venga snaturata diventando, dato che il questionario è anonimo, “uno sfogo sociale”.
Cosa serve dalle istituzioni
Paolo Barbato: Quali richieste o spunti di miglioramento vi sentite di avanzare nei confronti di chi si occupa di Mobility Management a livello istituzionale o sovraregionale?
Marco Demattè: Per essere pragmatici, siamo alla ricerca di fondi per migliorare i servizi resi ai nostri cittadini.
Alla Commissione europea. Chiediamo di bandire fondi europei finalizzati ad azioni di mobility management destinati in via esclusiva alle città.
Al Governo e al MASE. Chiediamo di destinare una quota a parte dei finanziamenti destinati a rientrare dalla procedura di infrazione per le emissioni climalteranti anche alle regioni e province che non sono destinatarie della procedura in quanto virtuose, al fine di evitare che in futuro la qualità dell’aria possa peggiorare anche in queste realtà territoriali costringendo ad ulteriori stanziamenti.
Alla Provincia Autonoma di Trento. Collaborare per promuovere con misure concrete la mobilità sostenibile negli spostamenti casa-lavoro.
Marco Demattè
Marco Demattè fa parte dello Staff Mobility Manager d’Area del Comune di Trento, presso il Servizio mobilità e rigenerazione urbana. Il Mobility Manager d’Area del Comune di Trento è l’ing. Giuliano Franzoi, dirigente del progetto Mobilità e rigenerazione urbana, nominato con atto della Direttrice generale del 19 agosto 2021. La rete di mobility management d’area coordina imprese, enti, università e istituti scolastici del territorio comunale. Il contatto della rete è mobility.management@comune.trento.it.

Marco Demattè fa parte dello Staff Mobility Manager d'Area del Comune di Trento, presso il Servizio mobilità e rigenerazione urbana. La rete di mobility management d'area coordina imprese, enti, università e istituti scolastici del territorio comunale, ed è all'origine del cosiddetto "modello Trento": dodici tavoli di zona, accordi di mobility management e sconti sul trasporto pubblico graduati sugli adempimenti, quasi tutto a costo zero per l'Amministrazione.
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