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Ali, pedali e People Mover: come l'Aeroporto di Bologna ha riscritto le regole del mobility management

Barbara Melotti
Barbara Melotti
Mobility Manager @ Aeroporto di Bologna
Ali, pedali e People Mover: come l'Aeroporto di Bologna ha riscritto le regole del mobility management

Intervista di Paolo Barbato a Barbara Melotti.

Un aeroporto non è un’azienda come le altre. È un ecosistema composto da decine di operatori diversi, con orari di lavoro che coprono le 24 ore, sette giorni su sette. Handler, compagnie aeree, ristoratori, security, manutenzione: ciascuno con i propri contratti, i propri turni, le proprie provenienze geografiche. Applicare il mobility management in un contesto simile significa confrontarsi con vincoli operativi che la maggior parte delle aziende non conosce.

L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, settimo scalo italiano per numero di passeggeri con circa 10 milioni di transiti annui, situato nel cuore della food valley emiliana e dei distretti industriali dell’automotive e del packaging, ha costruito nel giro di pochi anni uno dei programmi di mobilità sostenibile più articolati e misurabili del panorama italiano. Il progetto MuoviAMOci, nato nel 2020 come sperimentazione di trasporto integrato MaaS (Mobility as a Service), ha progressivamente coinvolto i circa 600 dipendenti del Gruppo AdB e i 2.800 membri della comunità aeroportuale, per un bacino complessivo di circa 5.000 persone.

I numeri parlano chiaro: oltre 210 tonnellate di CO2 risparmiate, 627.877 chilometri sostenibili tracciati, un calo del 21% delle auto in parcheggio rispetto al 2019 nonostante un aumento del personale del 20%. E un dato che da solo racconta la traiettoria: la percentuale di dipendenti abbonati al trasporto pubblico è passata dal 4,72% del 2019 al 27,34% del 2025.

Ne ho parlato con Barbara Melotti, Mobility Manager dell’Aeroporto di Bologna, che ricopre anche il ruolo sperimentale di Mobility Manager di zona aeroportuale.

Il contesto: sfide e complessità di un aeroporto

Paolo Barbato: Barbara, partiamo dal contesto. L’aeroporto è una realtà complessa per definizione. Quali sono state le sfide principali nell’impostare un programma di mobility management?

Barbara Melotti: La sfida più grande è stata progettare soluzioni che funzionassero per profili di mobilità molto diversi. Abbiamo dipendenti che lavorano su turni notturni, quando il trasporto pubblico non opera. Abbiamo personale che arriva da tutta l’Emilia-Romagna, non solo dall’area urbana di Bologna. E abbiamo una comunità aeroportuale che include decine di aziende, subconcessionari, handler, enti, fornitori, aziende in subappalto, molte delle quali sotto la soglia dei 100 dipendenti e quindi prive di un proprio Mobility Manager.

Per questo abbiamo introdotto la figura del Mobility Manager di zona aeroportuale: una figura messa a disposizione dalla società di gestione che consente di estendere le azioni integrate anche alle piccole e medie imprese che gravitano sul sito aeroportuale. Senza questo ruolo di coordinamento, una parte significativa della comunità sarebbe rimasta esclusa.

Il progetto MuoviAMOci: un modello di welfare innovativo

Paolo Barbato: Il progetto MuoviAMOci è il cuore della vostra strategia e nasce come un vero e proprio modello di welfare innovativo. Ci racconti come funziona?

Barbara Melotti: MuoviAMOci è un progetto sperimentale di trasporto integrato basato sui principi del MaaS. L’idea di fondo è offrire in un unico titolo di viaggio un abbonamento annuale personalizzabile che combina diverse modalità di trasporto: bus urbani ed extraurbani, servizio ferroviario metropolitano e regionale tramite la formula “Mi Muovo anche in Città”, People Mover, car sharing elettrico con Corrente, bike sharing, e più recentemente anche un bonus taxi tramite l’app regionale RogER.

L’abbonamento è stato finanziato in avvio con i fondi del bando ministeriale #Conciliamo, dove ci siamo classificati ventiquattresimi su oltre 600 partecipanti. Grazie a quel finanziamento il costo per i dipendenti del Gruppo è sceso a 10 euro al mese. Terminato il bando, l’azienda ha continuato a incentivare fortemente il costo portandolo circa 18 euro al mese. L’85% degli abbonati sceglie la combinazione People Mover più rete urbana TPER, il 13% integra il treno regionale, il 2% opta per il car sharing elettrico.

Nella realizzazione sono stati coinvolti tutti gli stakeholder: TPER per il trasporto pubblico e il car sharing, Marconi Express per il People Mover, il Comune e la Città Metropolitana, la Regione Emilia-Romagna, l’Agenzia per la mobilità SRM. È un punto importante: il MaaS non nasce da un’azione unilaterale dell’azienda, ma da un lavoro di coordinamento con l’intero sistema dei trasporti territoriale.

La soluzione per i turni notturni

Paolo Barbato: Un aspetto che mi ha colpito è la soluzione per i turni notturni. Come avete affrontato il problema della copertura nelle fasce orarie scoperte dal trasporto pubblico?

Barbara Melotti: È stato un passaggio fondamentale. L’esigenza dei turnisti che iniziano o finiscono il turno quando i mezzi pubblici non sono operativi ci ha portato a inserire nell’abbonamento MaaS il car sharing elettrico free floating Corrente. Abbiamo negoziato una fascia gratuita dalle 2 alle 4 di mattina da e per l’aeroporto, che si aggiunge ai 20 minuti mensili inclusi nell’abbonamento base e all’opzione a 5 ore al mese. Disponiamo di 12 stalli dedicati presso la Wait Zone.

Abbiamo inoltre attivato il meccanismo Drive Back: quando si accumulano troppe auto del car sharing in aeroporto, inviamo un buono via email agli abbonati della comunità aeroportuale per riportare le auto verso la città con uno sconto del 99%. Il gestore ridistribuisce la flotta, il dipendente si sposta praticamente gratis. È un meccanismo di reciproco vantaggio che funziona perché è concretamente conveniente per entrambe le parti.

La cycling strategy e la certificazione FIAB Gold

Paolo Barbato: Parliamo della cycling strategy. L’aeroporto dista solo 6 km dal centro città e avete ottenuto la certificazione FIAB Bike Friendly livello Gold. Cosa c’è dietro questo risultato?

Barbara Melotti: Un investimento sistematico in infrastruttura e servizi. Abbiamo realizzato la BLQ Bike Station sotto la stazione del Marconi Express, con area di sosta sicura, videosorveglianza collegata con la polizia di frontiera, hub di bike sharing con Ridemovi e Corrente, rastrelliere per la ricarica gratuita di e-bike e monopattini, e spogliatoi con docce e armadietti. Abbiamo creato percorsi ciclabili dedicati per un accesso sicuro e stiamo contribuendo al collegamento con il corridoio EUROVELO 7 “Sun Route”, con una pista ciclopedonale in fase di realizzazione.

Grazie alla convenzione di Mobility Management con il Comune di Bologna, gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta certificati tramite app danno diritto a un rimborso di 0,20 euro al chilometro, fino a un massimo di 50 euro al mese. Nel 2025, 60 dipendenti hanno percorso 27.671 km per venire al lavoro in bici, corrispondenti a circa 10 tonnellate di CO2 evitate. Con il progetto MIMOSA abbiamo inoltre ottenuto in comodato d’uso dalla Regione 30 biciclette a pedalata assistita per uso operativo e spostamenti casa-lavoro. La certificazione Gold è il riconoscimento di un sistema che copre tutte le aree funzionali: infrastruttura, servizi, coordinamento, comunicazione.

Misurare l’impatto

Paolo Barbato: Come misurate l’impatto complessivo del programma?

Barbara Melotti: La misurazione è un pilastro del nostro approccio. Abbiamo attivato un’applicazione per smartphone che consente ai dipendenti di rendicontare l’impatto sostenibile dei propri spostamenti casa-lavoro in termini di CO2. La piattaforma traccia tutti gli spostamenti sostenibili, dal carpooling al trasporto pubblico, dalla bici allo smart working, e visualizza il risparmio in termini economici e ambientali.

Nel triennio 2023-2025 i numeri sono cresciuti in modo costante: 210.508 kg di CO2 risparmiata e 627.877 km sostenibili, con una media di 765 kg di CO2 risparmiati per dipendente nel 2025. Il bike sharing ha generato oltre 25.000 corse per 85.196 km e 30 tonnellate di CO2 risparmiate. Il car sharing elettrico ha totalizzato 12.108 corse per 249.551 km, con 33 tonnellate di CO2 evitate. Complessivamente, le iniziative hanno consentito di tagliare del 30% l’uso del mezzo privato per raggiungere lo scalo rispetto al 2019.

Gamification e premialità

Paolo Barbato: Avete anche introdotto elementi di gamification e premialità. Quanto contano nel modificare i comportamenti?

Barbara Melotti: La gamification è un ottimo strumento di promozione interna e di engagement. L’app funziona con un meccanismo di sfide e premi che aiuta a mantenere alta l’attenzione e a creare un senso di comunità intorno al tema della mobilità. Organizziamo il Bike to Work Day, il Mobility Day, azioni periodiche e stagionali per motivare i dipendenti.

Però è importante essere onesti: la gamification da sola non sposta i comportamenti in modo strutturale. Funziona come leva di attivazione e di mantenimento, ma solo se alla base ci sono alternative di mobilità concretamente valide e una convenienza oggettiva. Se l’abbonamento integrato non costasse 15 euro al mese, se il People Mover non collegasse la stazione all’aeroporto in 7 minuti, se non ci fosse il car sharing notturno per i turnisti, nessuna classifica o sfida a punti produrrebbe risultati duraturi. La gamification amplifica ciò che funziona già, non lo sostituisce.

I prossimi passi

Paolo Barbato: Guardando avanti, quali sono i prossimi passi del progetto?

Barbara Melotti: Stiamo lavorando su più fronti. Sul versante infrastrutturale, il progetto più significativo è la pista ciclopedonale che collegherà l’aeroporto con il corridoio EUROVELO 7 “Sun Route”, il percorso ciclabile europeo che va da Capo Nord a Malta per 7.409 km. La pista è in fase di realizzazione e risponde a un’esigenza precisa: collegare l’aeroporto con la città in modalità completamente carbon neutral, offrendo un’alternativa concreta sia per gli spostamenti casa-lavoro sia per la crescente domanda di ciclabilità urbana e cicloturismo. Il pacchetto MaaS è già stato esteso alle corse taxi e in futuro potrebbe essere replicato anche per i passeggeri, non solo per i dipendenti. E c’è un aspetto che considero strategico: la diffusione e la contaminazione verso l’intera comunità aeroportuale, promuovendo una cultura di mobilità attiva e sostenibile che coinvolga anche le aziende più piccole attraverso il ruolo del Mobility Manager di zona.


L’esperienza dell’Aeroporto di Bologna dimostra un principio che considero fondamentale: il mobility management funziona quando l’infrastruttura precede la comunicazione. Barbara Melotti e il suo team non hanno chiesto ai dipendenti di cambiare comportamento come atto di fede. Hanno prima costruito le condizioni affinché il cambiamento fosse concretamente possibile e conveniente: piste ciclabili sicure, abbonamenti integrati a un costo accessibile, car sharing notturno per i turnisti, spogliatoi e stazioni di ricarica. Solo dopo hanno attivato la leva degli incentivi e del coinvolgimento.

La figura del Mobility Manager di zona aeroportuale è poi un’innovazione organizzativa che merita una riflessione più ampia. L’idea di un soggetto che coordina le politiche di mobilità per conto di un intero ecosistema di aziende, molte delle quali troppo piccole per avere un proprio referente, è esattamente il tipo di approccio che può essere replicato nei distretti produttivi, nelle aree industriali, nei poli logistici.

È un modello che va nella direzione di ciò che in Wiseair chiamiamo Coalizioni Territoriali di Mobility Manager: aggregazioni strutturate di professionisti che, superando i confini della singola azienda, costruiscono massa critica sufficiente a dialogare con la pubblica amministrazione e a incidere sulle politiche di mobilità locali.

Il passaggio dal 4,72% al 27,34% di abbonati in sei anni, combinato con il calo del 21% delle auto in parcheggio a fronte di una crescita del 20% dei dipendenti, è forse il dato più eloquente dell’intera intervista. Conferma che non servono rivoluzioni: servono sistemi coerenti, infrastrutture che precedano la domanda, dati affidabili per misurare i progressi e la pazienza di costruire risultati anno dopo anno.

Barbara Melotti
Chi è Barbara Melotti

Barbara Melotti è Mobility Manager dell'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna e Mobility Manager di zona aeroportuale. È l'ideatrice del progetto MuoviAMOci, il programma sperimentale di trasporto integrato MaaS che ha trasformato la mobilità dello scalo bolognese.

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